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Limiti e continuità delle funzioni reali di una variabile reale
Per una funzione reale si possono dare 9 definizioni di limite, precisamente studiare il limite di una funzione significa vedere qual è il comportamento della funzione stessa quando la variabile si avvicina (“tende”) ad un certo punto. Le nove definizioni si differenziano l’una dall’altra solo per il diverso significato di “definitivamente”.
Definizioni di limite
Limite al tendere di x a c
Quote
Punto di accumulazione: un numero reale è detto punti di accumulazione per se, per ogni nell’intorno ci sono elementi diversi da . L’insieme dei punti di accumulazione di accumulazione si denota con
Data una funzione reale definita in un insieme , se si definisce il limite di al tendere di a nel seguente modo:
-
Si dice che converge al numero al tendere di a e si scrive: se ovvero
Spiegazione intuitiva: Dire che il limite di per che tende a è uguale ad significa che possiamo rendere arbitrariamente vicino a , scegliendo sufficientemente vicino a (ma senza che debba essere uguale a ). In altre parole, per ogni livello di precisione che vogliamo raggiungere, esiste un intervallo attorno a (di ampiezza ) tale che, se si trova all’interno di questo intervallo (escluso il punto ), allora sarà compreso nell’intervallo . -
Si dice che diverge a al tendere di a e si scrive se Spiegazione intuitiva: Dire che tende a infinito quando si avvicina a significa che il valore di può diventare arbitrariamente grande, cioè maggiore di qualunque soglia positiva. Per ogni , esiste un tale che, se e , allora .
-
Si dice che diverge a al tendere di a e si scrive se Spiegazione intuitiva: Quando si avvicina a , il valore di diventa arbitrariamente negativo, cioè più piccolo di qualunque soglia negativa (cioè inferiore a ). Per ogni , esiste un tale che, se e , allora .
Come notiamo da queste definizione la condizione di limite deve essere verificata in un opportuno intorno di , se questa cosa accade possiamo dire che la definizione di limite è verificata definitivamente. Se una delle tre condizioni descritte sopra è verificata allora la funzione è detta regolare al tendere di x a c, per questo tipo di limite abbiamo i seguenti teoremi:
- Teorema dell’unicità del limite: Se una funzione è regolare al tendere di a il suo limite è unico
- Teorema della permanenza del segno:
- Se esiste un intorno di in cui si ha
- Se esiste un intorno di in cui si ha generalizzando questo risultato, possiamo concludere che se i valori della funzione saranno definitivamente minori (risp. maggiori) di
- Teorema di confronto per funzioni convergenti: siano tre funzioni definite nello stesso insieme e sia . Supponiamo che per ogni e che al tendere di a le due funzioni ed abbiano lo stesso limite . Allora anche tende ad
- Teorema di confronto per funzioni divergenti: siano due funzioni definite nello stesso insieme e sia , supponiamo che per ogni , allora:
- se allora
- se allora
- Teorema sul limite di una funzione composta: Siano date due funzioni . Sia e si supponga che e che . Allora, se si ha posto che
- Osservazione: Dal teorema 5 segue che, per una funzione composta, occorre prima esaminare il limite della funzione interna (ovvero ) e il limite di sarà quello a cui tende la funzione esterna quando la “sua” variabile tende a
- Teorema ponte: sia data una funzione e sia . Si ha (rispettivamente ) se e solo se per ogni successione di elementi di convergente a si ha
Limite sinistro e destro
Sia data una funzione , possiamo dire che:
- Per ogni il limite della restrizione di ovvero al tendere di a e si chiama limite sinistro di f (e si denota con )
- Per ogni il limite della restrizione di ovvero al tendere di a e si chiama limite destro di f (e si denota con ) Allora possiamo dire che se ed esiste il allora il limite destro e sinistro coincidono, vale anche il viceversa ovvero che se allora
Limite al tendere di x all’infinito
Data una funzione si definisce il limite di al tendere di a nel seguente modo:
- se
- se In modo simile si definisce per una funzione il limite di in tal caso la convergenza si definisce così:
- Anche in questo caso valgono i teoremi dell’unicità del limite, di confronto, della permanenza del segno e il teorema ponte
TIP
usando il teorema ponte si riescono a costruire tutte le operazioni come fatto nelle successioni
Limiti di funzioni elementari
Vale la seguente proposizione: Se è una funzione elementare, per ogni si ha . di seguito alcuni casi in cui non è vera questa condizione:
- Funzione esponenziale: Sia un numero positivo e diverso da 1, consideriamo la funzione , per studiare il suo limite dobbiamo considerare 2 casi:
-
- Funzione logaritmo: Sia un numero positivo e diverso da 1. Consideriamo la funzione per studiare il suo limite dobbiamo considerare 2 casi:
-
- Funzione potenza: per questo tipo di funzione dobbiamo distinguere 2 casi
- Funzione con esponente intero positivo\negativo
- se è pari
- se è dispari
- se è pari
- se è pari
- se è dispari
- se è dispari
- se è dispari
- Funzione con esponente non intero ()
-
- Funzione con esponente intero positivo\negativo
- Funzione polinomio: consideriamo il polinomio . con per determinare il suo limite riscriviamo il polinomio in questo modo: come dicevamo per le successioni la quantità tra partentesi tende a quindi ne segue che:
- se ;
- se ;
- se , pari;
- se , pari;
- se , dispari;
- se , dispari.
TIP
In generale possiamo dire che al tendere di i polinomi divergono sempre, per capire il segno basta fare questa cosa:
- Se è pari, il segno della divergenza è il segno di
- Se è dispari, il segno della divergenza è il segno opposto a
EXAMPLE
- Funzioni razionali fratte: Consideriamo la funzione definita così: per poter analizzare il limite di questa funzione dobbiamo distinguere vari casi:
- se n>m al tendere di la funzione diverge e per capire il segno dobbiamo esaminare il segno del numeratore e denominatore e moltiplicarlo per il segno di
- se n = m
- se n<m
EXAMPLE
- caso
- caso
- caso
Alcuni limiti notevoli
Limiti notevoli con funzioni trigonometriche
Utilizzando i limiti notevoli studiati per le successioni si ottiene che:
Limiti notevoli di tipo esponenziale
Confronto fra infinitesimi e fra infiniti
- Una funzione che tende a zero è detta infinitesima (o “infinitesimo”)
- Una funzione che diverge è detta infinitamente grande (o “un infinito”) il confronto è uguale a quello per le successioni
Asintoti
Definizione
Un asintoto per è una retta tale che la distanza del generico punto del grafico di da tenda a zero.
TIP
La distanza che c’è tra la funzione e l’asintoto diventa sempre più piccola quando ci allontaniamo dall’origine (ovvero quando ), allora possiamo dire che la nostra distanza tende a (ovviamente questa cosa vale per ogni tipo di asintoto).
Inoltre una tra o deve tendere a per avere un asintoto
Diversi tipi di asintoto
Abbiamo diversi tipi di asintoto:
- Asintoto verticale: Se la funzione diverge al tendere di a allora la retta di equazione è detta asintoto verticale per .
Infatti dato un generico punto del grafico si ha: visto che allora questa distanza tende a . Inoltre visto che allora deve essere vero che tende ad un’infinito ovvero che (almeno una):
- asintoto verticale sinistro
- asintoto verticale destro

EXAMPLE
- Asintoto orizzontale: Sia data una funzione e si supponga che allora la retta di equazione è detta asintoto orizzontale destro per .
Infatti dato un generico punto del grafico di si ha: per il limite scritto prima tende ad quando , quindi la distanza tra la diminuisce e tende a
Se abbiamo che e allora abbiamo 2 asintoti orizzontali:
- asintoto orizzontale destro
- asintoto orizzontale sinistro
EXAMPLE
- Asintoto obliquo: Sia data una funzione e si supponga che se ha un asintoto obliquo allora i due infiniti e devono avere lo stesso ordine di grandezza, in altre parole il rapporto deve ammettere un limite finito (ovvero ) al tendere di a .
dunque se:
- se allora la retta di equazione è asintoto obliquo destro per (in modo simmetrico si introduce quello sinistro). Infatti detto il generico punto del grafico di , si ha che tende a zero al tendere di a
EXAMPLE
Limiti delle funzioni monotone
CITE
Ricordiamo dal capitolo 1 che una funzione è detta monotona in un intervallo se in tale intervallo è crescente o decrescente (anche strettamente)
Teorema
Sia una funzione strettamente crescente in allora possiamo dire che:
- per ogni esistono i limiti destro e sinistro di al tendere di a e si ha che
- esistono i limiti di al tendere di ad e a e si ha:
- Osservazioni
- Se appartengono all’insieme di definizione si ha:
- Se è decrescente, si ha
Funzioni continue
Definizione
Sia data una funzione e sia un punto non isolato di , si dice che è continua in se . Si dice che è continua se è continua
In altre parole La funzione f è continua in un punto c se, quando x si avvicina a c, i valori di f(x) si avvicinano a f(c)
Teorema di Weierstrass
Sia una funzione reale continua in un intervallo chiuso e limitato , allora ammette minimo e massimo assoluti
Proprietà dei valori intermedi (PVI)
Si dice che una funzione gode della proprietà dei valori intermedi (brevemente PVI) se: dati per ogni esiste tale che , in altre parole se la funzione assume due valori allora questa assume anche i valori fra essi compresi.
Teorema di esistenza degli zeri
Teorema: sia una funzione reale continua in un intervallo chiuso e limitato e si supponga e (o viceversa). Allora esiste tale che Teorema non in matematichese: la continuità di implica che la funzione non può “saltare” da negativo a positivo senza passare per lo zero. Vogliamo trovare il punto dove si annulla. Dimostrazione: posto
- se la tesi è dimostrata
- se poniamo
- se poniamo in entrambi i casi si ha che:
- Procedo analogamente a partire dall’intervallo e reiterando lo stesso ragionamento, se per un certo si trova la tesi è dimostrata, in caso contrario si determinano due successioni e tali che per ogni si ha che
- La successione è crescente e limitata superiormente (da b) quindi converge al proprio estremo superiore . inoltre possiamo dire che Si ha allora per la continuità di : Poiché:
- da si ha
- da segue quindi segue necessariamente che
Teorema di esistenza dei valori intermedi (teorema di Darboux)
Teorema: Sia una funzione reale continua in un intervallo chiuso e limitato e si supponga che ad esempio . Allora per ogni esiste tale che Dimostrazione: Consideriamo in la funzione che è continua e agli estremi dell’intervallo assume valori di segno diverso, quindi per il teorema di esistenza degli zeri, si annulla in un punto : si ha dunque e quindi che Osservazioni:
- Se l’intervallo non è chiuso e limitato la tesi vale egualmente: basta applicare il teorema ad una restrizione (ad un sotto intervallo)
- Se non è definita in un intervallo il teorema non vale: basti pensare ad esempio ad una funzione definita nell’unione di due intervalli disgiunti, costante in ciascuno di essi, con valori diversi delle costanti
- Il viceversa del teorema non vale: la funzione definita in ponendo in verifica la PVI ma non è continua
- Il teorema di esistenza degli zeri è un caso particolare del teorema di Darboux
Teorema di continuità delle funzioni monotone
Teorema: Sia una funzione strettamente monotona e sia verificata la PVI allora è continua Dimostrazione: Supponiamo che sia crescente e proviamo la continuità in un punto interno ad . Dal teorema sui limiti delle funzioni monotone segue che per provare la continuità basta provare che . Supponiamo per assurdo che non sia vero, ad esempio si abbia . Sia per la PVI esiste tale che . L’assurdo segue dal fatto che non può esistere, infatti:
- se si avrebbe
- se si avrebbe
- se si avrebbe L’assurdo è dunque trovato.
Conseguenze di questi teoremi
- Immagine di un intervallo mediante una funzione continua: Sia una funzione continua, dal teorema di Darboux segue che la sua immagine è un intervallo, e dal teorema di Weierstrass segue che possiede minimo e massimo quindi la sua immagine è l’intervallo chiuso e limitato
- Se è crescente la sua immagine è l’intervallo
- Se è decrescente la sua immagine è l’intervallo In generale, se è una funzione continua in un intervallo generico la sua immagine è l’intervallo
- Continuità della funzione inversa: sia una funzione strettamente crescente e continua (può essere anche decrescente). Allora la sua inversa è continua.
- Continuità delle funzioni elementari: tutte le funzioni elementari che abbiamo introdotto sono continue nei rispettivi insiemi di definizione. Sia infatti un punto dell’insieme di definizione di . Se è contenuto in un intervallo in cui è monotona, la continuità in segue dal teorema di continuità delle funzioni monotone, in caso contrario il limite destro e sinistro coincidono
Punti di discontinuità
Data una funzione , un punto (insieme dei punti di accumulazione) è detto punto di discontinuità per in uno dei seguenti casi:
- se non è definita in
- se non è dotata di limite al tendere di a
- se
- per
Dato punto di discontinuità possiamo dire che:
- per
- è eliminabile se esiste ed è finito. In tal caso, definendo otteniamo una funzione continua in .
- è di prima specie se i limiti:
- esistono entrambi finiti ma sono distinti in tal caso il numero è detto salto di in corrispondenza di
- è un punto di infinito se diverge al tendere di a , se è un punto di infinito per allora c’è un asintoto verticale di equazione


